Da diversi anni, varie ricerche e sperimentazioni scientifiche hanno permesso di cambiare la percezione comune legata all'uso della cannabis terapeutica, o cannabis medica. Destinata a un uso strettamente medico, solo alcuni paesi in Europa la autorizzano su prescrizione medica. In Francia, una sperimentazione della cannabis medica è iniziata nel marzo 2021 in oltre 200 strutture in tutto il paese, autorizzata dall'allora ministro della Salute, Olivier Véran. Nel 2026, la sua generalizzazione attende ancora i decreti attuativi (vedi più sotto).
Una brevissima storia della cannabis terapeutica
La cannabis, chiamata anche canapa, è considerata una delle prime piante addomesticate dall'uomo, nell'epoca neolitica in Asia. In seguito la coltivazione della cannabis si diffonderà in tutto il mondo, accompagnando le migrazioni, le guerre e gli scambi commerciali. La storia della cannabis terapeutica propriamente detta risale a diverse migliaia di anni fa, e alcuni testi medici dell'antico Egitto la menzionerebbero già, un'identificazione ancora discussa dagli storici (Russo, Chemistry & Biodiversity, 2007). La cannabis figurava tra i rimedi dell'epoca, e anche i cinesi e gli indiani ne hanno fatto uso in ambito medico, incorporandola in preparazioni tradizionali. A metà del XX secolo, la storia della canapa conosce un'inversione di rotta senza precedenti, con la criminalizzazione della cannabis negli Stati Uniti, poi nel resto del mondo. Negli Stati Uniti, la legge federale sulle sostanze controllate (Controlled Substances Act del 1970) è ancora in vigore: sono stati gli Stati ad aprire la strada, con la California che ha autorizzato la cannabis medica nel 1996, poi il Colorado e lo Stato di Washington che hanno legalizzato l'uso da parte degli adulti nel 2012, seguiti da numerosi altri Stati. Oggi l'uso medico è organizzato in molti paesi in modo regolamentato, su prescrizione.
La cannabis terapeutica in Francia
La Francia ha avviato la sperimentazione della cannabis medica nel marzo 2021, inizialmente per due anni, per pazienti affetti da malattie gravi non sufficientemente alleviate dalle terapie disponibili (alcune epilessie gravi, dolori neuropatici, sclerosi multipla, sintomi legati ai tumori, cure palliative). I medicinali avevano la forma di fiori essiccati da vaporizzare e di oli, sotto la sorveglianza dell'Agenzia nazionale per la sicurezza dei medicinali e dei prodotti sanitari (Agence nationale de sécurité du médicament et des produits de santé, ANSM) e di un comitato scientifico temporaneo. La sperimentazione è stata prorogata, e dal 27 marzo 2024 non viene più incluso alcun nuovo paziente. La legge di finanziamento della previdenza sociale per il 2024 (articolo 78) ha creato un quadro legale per i medicinali a base di cannabis, ma i suoi decreti attuativi non erano ancora stati pubblicati nel settembre 2026: circa 650 pazienti provenienti dalla sperimentazione continuano a ricevere la loro terapia, rimborsata fino al 31 dicembre 2026 (interrogazione scritta n. 18176 all'Assemblée nationale, Journal officiel del 15 settembre 2026). La cannabis medica è accessibile solo su prescrizione medica.
La cannabis terapeutica nel mondo
Diversi paesi europei autorizzano già la cannabis medica su prescrizione, a condizioni che variano da un paese all'altro, come il Portogallo, il Regno Unito, la Danimarca, il Lussemburgo, i Paesi Bassi, la Germania, la Grecia, la Lituania e Cipro. Nel resto del mondo si trovano i paesi precursori come Israele e il Canada, seguiti da numerosi altri come la maggior parte degli Stati degli Stati Uniti, il Messico, diversi paesi dell'America del Sud e l'Australia. In Asia, la Thailandia ha autorizzato la cannabis medica alla fine del 2018, poi, dopo un periodo di liberalizzazione, l'ha di nuovo limitata nel giugno 2025 al solo uso medico su prescrizione (governo thailandese, giugno 2025).
Che cos'è la cannabis terapeutica (medica)?
La cannabis medica non viene dispensata sotto forma di spinelli. Nella sperimentazione francese, aveva la forma di oli e di fiori essiccati da vaporizzare, prescritti da medici formati. Il quadro previsto si basa su medicinali a base di cannabis autorizzati dall'ANSM; la loro disponibilità, e in quali forme, dipende da testi che non erano ancora stati pubblicati nel settembre 2026.
Che cos'è il THC?
Il THC, Δ9-tetraidrocannabinolo, è una sostanza che fa parte dei cannabinoidi, presente in grande quantità nei fiori di cannabis. Il THC possiede effetti fortemente psicoattivi, che alterano alcuni processi biochimici e fisiologici nel cervello. Questi effetti possono provocare una modifica della percezione, dell'umore, delle sensazioni, ma anche modificare lo stato di coscienza del consumatore. Il tetraidrocannabinolo si lega ai recettori CB1 dell'organismo. In Francia, il THC è classificato come stupefacente: al di fuori dei prodotti di canapa autorizzati (al massimo 0,3% di THC) e dei medicinali autorizzati, la sua produzione, la sua vendita e il suo uso sono vietati.
Che cos'è il CBD?
Il cannabidiolo, più comunemente chiamato CBD, è un cannabinoide, come il suo cugino THC. Suscita moltissimo interesse tra i ricercatori. Non è psicoattivo e non è classificato come stupefacente; la sua vendita è consentita in Francia nei limiti fissati dalla normativa (al massimo 0,3% di THC, nessun alimento al CBD). Il CBD è il cannabinoide con la concentrazione più elevata nella canapa industriale e la seconda nella canapa «ricreativa». Dalla sua scoperta all'inizio degli anni Quaranta, il CBD è stato oggetto di numerosi studi, segno del crescente interesse degli scienziati per questa sostanza. Questi lavori, spesso preclinici o condotti su piccoli campioni, esplorano possibili effetti sull'ansia, sul dolore o sul sonno; al di fuori di un farmaco su prescrizione per alcune forme rare di epilessia (Epidyolex), i loro risultati non permettono di trarre conclusioni. Il CBD non è un farmaco: in caso di problemi di salute o di terapia in corso, chiedete il parere del vostro medico prima di utilizzare un prodotto al CBD.
















