Amazon sta diventando «cannabis friendly»?
Le feste di fine anno si avvicinano e Amazon teme di non riuscire a sostenere il ritmo delle consegne per mancanza di corrieri in diversi stati degli Stati Uniti. Eppure le candidature non mancano: dov'è allora il problema?
Negli Stati Uniti, prima di assumere un nuovo dipendente, Amazon era solita sottoporlo a un test di rilevamento della cannabis (marijuana). In caso di test positivo, i candidati consumatori di cannabis venivano respinti. Altri test potevano svolgersi anche in modo casuale su dipendenti già in servizio, e se la persona aveva consumato cannabis, la sentenza era inappellabile: alla porta.
Ma la politica di Amazon in materia di cannabis sembra essersi evoluta nelle ultime settimane: in un articolo pubblicato sul suo blog, l'azienda annuncia di aver messo fine ai test per la cannabis sui candidati a un impiego, ma anche sui suoi dipendenti. Amazon non si è fermata qui: ha anche ristabilito l'ammissibilità all'impiego di ex dipendenti che erano stati licenziati per consumo di marijuana, e di candidati respinti per gli stessi motivi.

Questo cambio di politica, accolto con favore dai consumatori di cannabis americani, può tuttavia lasciare perplessi, tanto Amazon è nota per le dure condizioni di lavoro che impone ai suoi dipendenti. Già nel 2015 un articolo del New York Times denunciava le condizioni di lavoro da incubo all'interno dell'azienda. Da allora, gli articoli che accusano le cattive pratiche di Amazon si sono accumulati, al punto che lo stato della California sta lavorando a un progetto di legge volto a regolamentare la gestione del gruppo.
Diversi giornali si sono quindi interrogati su questo inatteso cambio di politica. Ne emergono 2 motivi principali:
- Amazon fatica a reclutare abbastanza autisti per le consegne negli Stati Uniti; secondo l'azienda, questo cambio di strategia permetterebbe di aumentare considerevolmente il numero di candidati, nell'ordine del 400%.
- Amazon vorrebbe prendere due piccioni con una fava e approfittare dell'occasione per rifarsi un'immagine, cercando di passare per un'azienda moderna e tollerante.
Ognuno si farà la propria opinione.














