Una malattia mortale
Questa malattia parassitaria uccide ancora quasi 600.000 persone ogni anno nel mondo, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità. È l'infezione parassitaria più diffusa sulla terra e colpisce oltre 200 milioni di individui all'anno. Si propaga con le punture di zanzara in tutte le regioni del mondo con temperature da medie a elevate e clima umido. Oggi parliamo della malaria, chiamata anche paludismo.
La malaria, o paludismo, è una malattia parassitaria presente in moltissimi paesi, soprattutto in paesi in via di sviluppo dove l'accesso alle cure può essere problematico. La malattia è provocata da un parassita che infetta i globuli rossi per nutrirsene. Gli effetti della distruzione di questi globuli causano a poco a poco un'anemia nel malato. Il parassita è trasmesso principalmente di notte dalle punture delle zanzare femmine del genere Anopheles. Gli scienziati ritengono che la malaria, o paludismo, sia una delle malattie più mortali della storia dell'umanità. Imperverserebbe infatti dal Pleistocene, cioè da oltre 50.000 anni.
Il parassita
Il parassita della malaria è un protozoo, un organismo unicellulare del genere Plasmodium che misura da 2 a 7 micrometri (da 0,0002 a 0,0007 cm). Prima di poter infettare un essere umano, il parassita deve infettare una zanzara. L'insetto si contamina pungendo un animale o un altro essere umano già portatore della malaria. Il parassita si trova allora nell'intestino della zanzara e vi depone le sue uova. Una volta uscite dalle uova, le giovani forme del parassita migrano verso le ghiandole salivari dell'anofele. Alla puntura successiva potranno infettare un nuovo ospite.
L'infezione
Dopo essere stato iniettato in un mammifero con la puntura di una zanzara, il parassita migra molto rapidamente verso il fegato (bastano pochi minuti). Lì infetta una cellula epatica e si moltiplica fino a farla scoppiare, liberando così nella circolazione sanguigna una moltitudine di nuovi parassiti, ognuno dei quali colonizza un globulo rosso e si moltiplica, anche lì fino all'esplosione della cellula, e così via. Man mano che si moltiplicano, i parassiti provocano un'anemia nel loro ospite distruggendo sistematicamente i globuli rossi che incontrano. Se in quel momento una zanzara sana punge il malato, si contamina e propaga a sua volta il parassita.
I sintomi
I primi sintomi della malaria compaiono da una a 3 settimane dopo la puntura. Si manifestano con:
- Accessi di febbre alta che si ripetono ogni 3 o 4 giorni.
- Disturbi della coscienza
- Un danno alla funzione renale
- Uno sfinimento generale
Prevenzione e trattamento
In caso di viaggio in una zona in cui circola il parassita, è raccomandata l'assunzione regolare di un trattamento preventivo, in particolare per i bambini e le donne in gravidanza (la popolazione più colpita). La scelta del farmaco terrà conto della zona visitata. Attenzione: poiché il trattamento non è sempre efficace al 100%, è importante anche proteggersi dalle punture con altri mezzi, come una zanzariera e dei repellenti. Consultate un medico o un centro di medicina dei viaggi prima della partenza; al ritorno, qualsiasi febbre richiede una visita medica urgente.
CBD e malaria
Il CBD (cannabidiolo) è una sostanza proveniente dalla canapa industriale (Cannabis Sativa). Fa parte della famiglia dei cannabinoidi, come il celebre THC che proviene in genere dalla Cannabis Indica. A differenza del THC, il CBD non è psicotropo, e in Francia la sua vendita è consentita quando proviene da varietà di canapa autorizzate, con meno dello 0,3% di THC. Si trova in particolare sotto forma di olio di CBD, ricavato dalla pianta Cannabis Sativa, più comunemente chiamata canapa industriale; in Francia, un olio di CBD da ingerire è un alimento non autorizzato alla vendita. La cannabis in generale e più in particolare il CBD sono oggetto di numerose ricerche scientifiche. Che cosa dice la ricerca a proposito della malaria?
- Secondo uno studio pubblicato nel 2015 su topi affetti da malaria cerebrale, il cannabidiolo (CBD) è stato associato a una migliore sopravvivenza e a una minore perdita delle prestazioni cognitive.
Questo risultato isolato, ottenuto sugli animali, non permette alcuna conclusione nell'uomo. Il CBD non è un farmaco: non previene la malaria e non ne è un trattamento. La malaria è un'emergenza medica; solo i trattamenti prescritti da un medico e la protezione dalle punture sono efficaci.















