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CBD e cani: stato della ricerca e precauzioni

Cani CBD

Un tema con molte domande aperte

Il cannabidiolo, più comunemente noto come CBD, è molto popolare negli ultimi mesi. Ma non è solo per gli esseri umani, anche gli animali hanno un sistema endocannabinoide (ECS) ed è per questo che anche la medicina veterinaria si interessa al CBD. Alcuni proprietari hanno dato olio di CBD ai loro cani vedendoli sofferenti, malati o stanchi, ma le testimonianze individuali non dimostrano alcun effetto. Il CBD non è un farmaco veterinario: chiedete al veterinario prima di dargli qualsiasi prodotto.

Che cos'è il CBD?

Il CBD (Cannabidiolo) è una molecola della pianta di canapa industriale (Cannabis Sativa) e fa parte della famiglia dei cannabinoidi. Il CBD è già stato oggetto di numerose ricerche scientifiche, per lo più precliniche; nessun effetto terapeutico ne risulta dimostrato. Quando parliamo di cannabis, non possiamo fare a meno di pensare al THC, che è un cannabinoide psicotropo, che fa sballare. Il CBD (cannabidiolo), invece, non ha effetti psicotropi e non è classificato come stupefacente in Francia, il che non significa che ogni uso sia consentito (come alimento o mangime il CBD non è autorizzato nell'UE). Solo il veterinario può decidere sulla sua somministrazione a un animale. Ciò che rende il CBD così speciale è la sua capacità di interagire con il sistema endocannabinoide.

Cos'è il sistema endocannabinoide (ECS)

Il sistema endocannabinoide (ECS) è il principale attore dell'omeostasi cellulare e una delle più grandi scoperte mediche del XX secolo. La sua esistenza è stata scoperta solo nel 1988. Le sue funzioni sono numerose e tutti i processi fisiologici del nostro corpo e di quello dei nostri animali (ad esempio un cane) possono prevedere il suo intervento. Potremmo dire, semplificando molto, che l'ECS è il sistema dei sistemi (circolatorio, endocrino, immunitario, scheletrico, digestivo, ecc.) È il grande sistema di autoregolazione dell'organismo, che influenza tutte le funzioni corporee, siano esse fisiche, mentali o emotive. L'ECS utilizza i cannabinoidi per trasmettere determinati segnali e regolare l'omeostasi.

Carenza clinica di endocannabinoidi (CED)

Nel 2004 il neurologo statunitense Ethan Russo ha proposto l'ipotesi di una "carenza clinica di endocannabinoidi", che potrebbe avere un ruolo in alcune condizioni come l'emicrania, la fibromialgia o la sindrome dell'intestino irritabile; l'ha riesaminata nel 2016. Questa ipotesi è ancora dibattuta e non è dimostrata. Ethan Russo è stato tra l'altro direttore medico di Phytecs, un'azienda che studia il sistema endocannabinoide. I fitocannabinoidi presenti in alcune piante, come la canapa, sono paragonabili agli endocannabinoidi prodotti naturalmente dal corpo umano o da alcuni animali, come il cane.

Cosa si studia nei cani?

Alcuni studi, in genere piccoli, esplorano il CBD nei cani con artrosi, negli animali stressati o in caso di infiammazioni, convulsioni e problemi cutanei. I risultati non permettono di trarre conclusioni, e sono stati descritti possibili effetti indesiderati (sonnolenza, disturbi digestivi, aumento degli enzimi epatici) e interazioni con farmaci. Solo il veterinario può valutare se il CBD sia appropriato.

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