Il CBD, che cos'è?
Il CBD (cannabidiolo) è una sostanza ottenuta dalla canapa industriale (Cannabis Sativa) e fa parte della famiglia dei cannabinoidi. Il CBD è già stato oggetto di numerosi studi scientifici, spesso preclinici, che non consentono di riconoscergli un effetto sulla salute. Quando si parla di cannabis si pensa a volte direttamente al THC, un cannabinoide psicotropo che fa sballare. Il cannabidiolo (CBD) non ha nessuno di questi effetti e non è classificato come stupefacente in Francia. Non per questo è un medicinale veterinario: nessun prodotto al CBD è autorizzato per curare un cavallo e, nelle competizioni equestri internazionali, il cannabidiolo è classificato tra i «medicinali controllati», vietati in un cavallo che gareggia (Federazione equestre internazionale, FEI). Ciò che interessa ai ricercatori è il modo in cui il CBD interagisce con il sistema endocannabinoide.
Che cos'è il sistema endocannabinoide (SEC)
Il sistema endocannabinoide (SEC) è un attore importante dell'omeostasi cellulare; è stato scoperto alla fine del XX secolo. Soltanto nel 1988 se ne scoprì l'esistenza. Le sue funzioni sono numerose e tutti i processi fisiologici del nostro corpo e di quello dei nostri animali (un cavallo, per esempio) possono ricorrere al suo intervento. Per rendere l'idea, semplificando molto, si può dire che il SEC è il sistema dei sistemi (circolatorio, endocrino, immunitario, scheletrico, digestivo, ecc.). È il grande sistema autoregolatore di ogni organismo e influenza ogni funzione corporea, sia fisica sia mentale o emotiva. Il SEC utilizza i cannabinoidi per trasmettere alcuni segnali e regolare l'omeostasi.
Deficit clinico di endocannabinoidi (DEC)
Nel 2004 il neurologo americano Ethan Russo ha proposto l'ipotesi di un «deficit clinico di endocannabinoidi», che potrebbe avere un ruolo in alcune affezioni come l'emicrania, la fibromialgia o la sindrome dell'intestino irritabile; l'ha riesaminata nel 2016. Questa ipotesi resta dibattuta e ad oggi non è dimostrata. Ethan Russo è stato in particolare direttore medico di Phytecs, una società che studia il sistema endocannabinoide. I fitocannabinoidi presenti in alcune piante come la canapa sono paragonabili agli endocannabinoidi prodotti naturalmente dall'organismo umano o da alcuni animali come i cavalli.
Il CBD, ma a che scopo?
Alcuni proprietari si interessano al CBD per cavalli ansiosi, anziani o con problemi articolari. Gli studi sul cavallo restano tuttavia pochissimi e non consentono di concludere che abbia un effetto sull'artrite, sull'ansia, sulle convulsioni o sul dolore; sono possibili effetti indesiderati e interazioni con altri trattamenti. Il CBD non è un medicinale veterinario: prima di qualsiasi utilizzo su un animale, chiedete il parere del vostro veterinario.




