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CBD e gatti: stato della ricerca e precauzioni

Gatto reclinato CBD

CBD e gatti: cosa sapere

Il CBD (cannabidiolo) ha guadagnato molta fama negli ultimi mesi. Anche i gatti hanno un sistema endocannabinoide (ECS), proprio come noi, ed è per questo che la medicina veterinaria si interessa al CBD. Nessun effetto terapeutico è però dimostrato nel gatto e il CBD non è un farmaco veterinario. Vi spieghiamo cosa si sa e cosa no; prima di dare qualsiasi prodotto al vostro gatto, chiedete al veterinario.

Cos'è il CBD (cannabidiolo)

Il CBD è una sostanza prodotta dalla pianta di canapa industriale (Cannabis Sativa) ed è noto come cannabinoide. Il CBD è già stato oggetto di numerosi studi scientifici, per lo più preclinici; nessun effetto ne risulta dimostrato. Spesso si associa la cannabis al suo sballo a causa del THC, ma questo è fuorviante, poiché nella cannabis si distinguono in realtà tre forme diverse:

  • Cannabis Sativa, ricca di CBD, molto povera di THC (al massimo lo 0,3% di THC in Francia e nell'UE)
  • Cannabis Indica, a basso contenuto di CBD, molto elevato di THC
  • Cannabis Ruderalis, a basso contenuto di CBD e THC

In Francia l'unica pianta di cui è consentita la coltivazione è la canapa industriale (Cannabis Sativa), da cui si estraggono il cannabidiolo e molti altri prodotti. Come alimento o mangime il CBD non è autorizzato nell'UE. Non date CBD al vostro gatto e non stabilite alcuna quantità senza chiedere al veterinario: i gatti reagiscono a molte sostanze con più sensibilità dei cani o degli esseri umani.

Cos'è il sistema endocannabinoide (ECS)

Il sistema endocannabinoide (ECS) è coinvolto nell'omeostasi cellulare. La sua scoperta, avvenuta nel 1988, è senza dubbio uno dei più grandi progressi della medicina. Le sue funzioni sono numerose e tutti i processi fisiologici del nostro corpo e di quello dei nostri animali (ad esempio un gatto) possono coinvolgere la sua azione. Potremmo dire, semplificando, che l'ECS è il sistema dei sistemi (respiratorio, linfatico, muscolare, immunitario, nervoso, ecc.) È il grande sistema di autoregolazione del corpo, che influenza l'intero funzionamento dell'organismo, sia esso fisico, mentale o emotivo. L'ECS utilizza i cannabinoidi per trasmettere determinati segnali e regolare l'omeostasi.

Carenza clinica di endocannabinoidi (CED)

Nel 2004 il neurologo statunitense Ethan Russo ha proposto l'ipotesi di una "carenza clinica di endocannabinoidi", che potrebbe avere un ruolo in alcune condizioni come l'emicrania, la fibromialgia o la sindrome dell'intestino irritabile; l'ha riesaminata nel 2016. Questa ipotesi è ancora dibattuta e non è dimostrata. Ethan Russo è stato tra l'altro direttore medico di Phytecs, un'azienda che studia il sistema endocannabinoide. I fitocannabinoidi presenti in alcune piante come la canapa sono paragonabili agli endocannabinoidi prodotti naturalmente dal corpo umano o da alcuni animali come i gatti.

Cosa si studia nei gatti?

Alcuni studi, pochi e piccoli, esplorano il CBD nei gatti con artrosi, negli animali ansiosi o in caso di infiammazioni, convulsioni e problemi cutanei. I risultati non permettono di trarre conclusioni, e sono stati descritti possibili effetti indesiderati (sonnolenza, disturbi digestivi, aumento degli enzimi epatici) e interazioni con farmaci. Solo il veterinario può valutare se il CBD sia appropriato.

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