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CBD e trapianti di organi

CBD

Cannabidiolo e trapianti

Ogni anno nel mondo vengono effettuate più di 90.000 donazioni di organi. Per il malato che riceve il trapianto, questi interventi rappresentano spesso l'ultima speranza. Anche dopo l'intervento i rischi esistono, in particolare quello del rigetto dell'organo trapiantato. In Francia si eseguono ogni anno più di 5.000 trapianti, per oltre 20.000 persone in attesa di un organo, da cui a volte dipende la loro vita.

Storia

È nella mitologia egizia e greco-romana che si trovano le prime rappresentazioni di trapianti, ma anche nella letteratura cristiana. Nell'800 a.C. Sushruta, chirurgo indiano che partecipò alla stesura di un trattato di chirurgia fondativo della medicina ayurvedica, descrive innesti di pelle su nasi amputati. Nel XVI secolo, il medico italiano Tagliacozzi sarebbe stato uno dei primi a praticare la chirurgia facciale. È all'inizio del Novecento che si tentano i primi trapianti di organi sugli esseri umani. Purtroppo si concludono ogni volta con la morte del paziente. Una delle cause principali è il rigetto dell'organo trapiantato da parte del sistema immunitario. Vengono allora messi a punto trattamenti per mettere a tacere la risposta dell'organismo.

Alcune date importanti

  • 1905: primo trapianto di cornea
  • 1952 primi trapianti di rene
  • 1963 primo trapianto di fegato
  • 1967 primo trapianto di cuore
  • 1968 primo trapianto di midollo osseo
  • 2000 primo doppio trapianto delle mani
  • 2010 primo trapianto totale del volto

Di tutti i trapianti di organi, quello di rene è il più frequente. Quando il «nuovo» organo è stato trapiantato, il corpo del ricevente lo considera un corpo estraneo e cerca di distruggerlo dirigendo contro di esso una risposta immunitaria: è il rigetto del trapianto.

Trattamento

Il rischio principale di un trapianto è il rigetto. Per favorire l'«attecchimento» dell'organo trapiantato, si mettono in atto una terapia antirigetto e un monitoraggio costante. I farmaci immunosoppressori frenano il sistema immunitario del ricevente ed evitano una reazione dell'organismo. Questo trattamento presenta tuttavia un effetto collaterale importante, poiché rende il malato molto più vulnerabile alle infezioni.

CBD e trapianti

Il CBD è un cannabinoide ricavato dalla canapa industriale (Cannabis Sativa); non è uno psicotropo come il suo celebre cugino, il THC (Cannabis Indica). Il cannabidiolo (CBD) interessa sempre di più i ricercatori. Uno studio del 2015 (Yeshurun et al.), condotto senza randomizzazione su 48 pazienti che avevano ricevuto un trapianto di cellule staminali e confrontato con 101 pazienti trattati in precedenza, ha esaminato la malattia del trapianto contro l'ospite, una complicanza di questo tipo di trapianto; questi risultati preliminari devono essere confermati da studi controllati.

Soprattutto, il CBD può interagire con i farmaci antirigetto (immunosoppressori) agendo sugli enzimi del fegato che li eliminano, il che può modificarne la concentrazione nel sangue. Per una persona trapiantata questo rischio è serio: non assumete mai CBD senza l'accordo dell'équipe trapianti e non modificate mai la vostra terapia antirigetto. Il CBD non è un farmaco: in caso di problemi di salute, chiedete il parere di un medico.

Pubblicato il - Aggiornato il

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