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Coltivazione della Cannabis Sativa (canapa industriale) all'aperto (outdoor)

La coltivazione della canapa industriale (Cannabis Sativa) all'aperto, detta anche coltivazione outdoor, è di gran lunga la più diffusa rispetto alla coltivazione al chiuso (indoor). Coltivata in Francia e in Europa dai Celti ben prima del Medioevo, questa bella pianta annuale non smette di alimentare il dibattito.

La coltivazione della canapa Sativa

La canapa industriale

La Cannabis Sativa (ricca di CBD), più comunemente chiamata canapa industriale per evitare confusioni con la cannabis ricreativa, è senza dubbio una delle prime piante coltivate dall'uomo. Per diverse centinaia di anni il suo olio e i suoi semi nutrienti sono stati consumati dai nostri lontani antenati, e le fibre della pianta servivano a fabbricare tessuti, vele per la navigazione, ma anche lacci e corde. Oggi gli usi della Cannabis Sativa si sono moltiplicati e ogni parte della pianta (semi, fiori, foglie, steli e perfino le radici) viene utilizzata.

La coltivazione della canapa (Cannabis Sativa)

La Cannabis Sativa (canapa) è una pianta annuale: il suo ciclo di vita, dalla germinazione dei semi fino alla produzione di nuovi semi, si estende su alcuni mesi. Per assicurare la propria riproduzione, la cannabis ha bisogno di 2 piante, 1 maschio e una femmina. Oggi esistono varietà di cannabis monoiche, in cui i fiori maschili e femminili si trovano sulla stessa pianta.

Una volta selezionata la varietà di Cannabis Sativa, la messa a coltura può cominciare. Per seminare un campo servirà una quantità considerevole di semi. Si contano circa 45 kg di semi per seminare una superficie di 110 metri di lunghezza per 90 metri di larghezza.

Il suolo

Il periodo giusto per seminare la canapa (cannabis) è tra metà aprile e metà maggio. In questo periodo dell'anno il sole ha già cominciato a riscaldare leggermente la terra, e per una buona crescita e una fioritura di qualità le piante hanno bisogno di un suolo che non sia troppo freddo. Coltivare la cannabis richiede una terra grumosa, dopo un'aratura primaverile del suolo. La terra può contenere acqua, ma non deve esserne satura, pena il deperimento dei semi.

La semina

La semina è l'operazione che consiste nel mettere a dimora i semi della varietà scelta. In Francia possono essere coltivate, a partire da sementi certificate, solo le varietà di canapa iscritte al catalogo europeo, il cui tenore di THC è inferiore allo 0,3%; la coltivazione di cannabis ricca di THC resta vietata. A seconda della varietà di canapa scelta, la fioritura sarà più o meno precoce. Se la coltivazione punta a una produzione elevata di fibre, si sceglierà una fioritura tardiva. Per una produzione elevata di CBD bisogna attendere una fioritura completa, affinché la quantità di cannabinoidi sia al massimo. Scelti i semi e arata la terra, i coltivatori possono ora procedere alla semina. I semi di Cannabis Sativa vengono interrati a una profondità massima di 2 o 3 cm, con una distanza prevista tra una pianta e l'altra di circa 15 cm.

Canapa a perdita d'occhio

Il fertilizzante

Coltivare la canapa richiede generalmente poco fertilizzante, se la terra in cui cresce è sufficientemente ricca di nutrienti. Se la natura del suolo non permette una crescita ottimale delle piante, con il rischio di un raccolto deludente, i coltivatori possono apportare un po' di fertilizzante sotto forma di azoto.

L'acqua

La coltivazione della cannabis richiede un apporto sufficiente di acqua per ottenere belle piante, e quindi un raccolto di qualità. Il fabbisogno idrico della canapa è infatti elevato. È durante il periodo di fioritura e la formazione dei semi che il fabbisogno di acqua è più elevato. Un deficit idrico in questo periodo può compromettere la buona resa del raccolto. In alcune regioni, i coltivatori devono quindi predisporre sistemi di irrigazione per fornire alle piante acqua a sufficienza.

Il sole

La cannabis è una pianta da pieno sole, che crescerà molto meglio se l'esposizione al sole è abbondante. A differenza della cannabis coltivata in vaso al chiuso (indoor), dove le condizioni di coltivazione sono decise dai coltivatori settimana dopo settimana, la canapa coltivata alla luce del giorno subisce i capricci della natura, sia in termini di temperatura sia di esposizione al sole. È durante le prime settimane di fioritura che un forte soleggiamento darà bei fiori.

Diserbo

Quando le condizioni di coltivazione sono ottimali (una terra ricca e ben drenata, una temperatura e un'umidità ideali), i semi di Cannabis Sativa germinano rapidamente e raggiungono 20-30 cm in 3 o 4 settimane. Con la loro bella altezza, le piante ombreggiano il suolo al 90%, lasciando passare solo pochi raggi di sole, insufficienti a permettere la crescita delle erbacce. La coltivazione della cannabis richiede quindi raramente l'uso di prodotti fitosanitari, il che è un bene per la terra e per i suoi abitanti.

Malattie e parassiti

La Cannabis Sativa è una pianta poco esigente: la sua crescita rapida e la sua robustezza le permettono di superare la maggior parte delle malattie e dei parassiti, il che ne fa una coltura perfetta per l'agricoltura biologica.

Il raccolto

Quando la cannabis giunge a maturazione, e a seconda delle varietà e dell'uso previsto (produzione di CBD, di fibre, di semi, ecc.), i coltivatori procedono al raccolto. A seconda delle superfici, si impiegheranno falciatrici o grandi mietitrebbie. Poiché le fibre di Cannabis Sativa sono molto resistenti, le lame delle macchine devono essere in perfetto stato e molto ben affilate.

Il raccolto della canapa

Pubblicato il - Aggiornato il

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